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Credito Emiliano è stata premiata alla IV edizione del contest Company for Generation Z, conquistando il premio speciale “AI per la Talent Attraction”. Quali sono i 3 aggettivi che descrivono il progetto vincitore? Ne parliamo con Giuliana Barigazzi, HR Recruiter in Credito Emiliano 

Attraverso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel processo di selezione, l’azienda punta a offrire a un numero sempre maggiore di giovani della Gen Z la possibilità di accedere ai percorsi di recruiting e raccontare davvero il proprio valore.

Il premio Company for Generation Z, promosso da Radar Academy, valorizza le aziende che stanno investendo concretamente sulle nuove generazioni attraverso progetti innovativi legati a formazione, stage, employer branding, inclusione e crescita professionale.

L’edizione 2026, ospitata il 24 marzo a Milano, ha premiato 44 aziende che si sono distinte per iniziative capaci di creare un impatto reale sul rapporto tra imprese e giovani talenti.

Tra queste anche Credito Emiliano (Credem), premiata per nella categoria AI per la Talent Acquisition con il progetto “L’AI al servizio della Selezione del Personale”

Abbiamo intervistato Giuliana Barigazzi, HR Recruiter in Credito Milano a cui abbiamo chiesto di descrivere in tre aggettivi il progetto presentato.

 

“Quello di Credito Milano è un progetto inclusivo, innovativo e umano”

 

Un progetto “inclusivo, innovativo e umano”

Giuliana Barigazzi, HR Recruiter in Credito Emiliano ha descritto il progetto attraverso tre parole chiave che raccontano perfettamente la filosofia dell’iniziativa. La prima è inclusivo, perché l’obiettivo è offrire a più candidati possibili l’opportunità di accedere al primo colloquio e di essere realmente valutati. La seconda parola è innovativo, perché il progetto utilizza l’intelligenza artificiale in modo diverso rispetto a quanto avviene normalmente nel recruiting. Invece di limitarsi allo screening automatico dei curriculum, spesso non sufficienti a raccontare davvero il potenziale di una persona, Credem utilizza l’AI per analizzare le interviste e dare ai candidati la possibilità di esprimersi e farsi conoscere. Infine, il progetto viene definito umano. Un concetto che potrebbe sembrare in contrasto con il tema dell’intelligenza artificiale, ma che rappresenta il cuore dell’iniziativa. In questo modello, infatti, l’AI è un alleato del recruiter: il valore finale della selezione rimane nelle mani delle persone, della loro sensibilità, empatia e capacità di comprendere il potenziale umano dei candidati.

 

 

L’AI al servizio della selezione

Il progetto fa parte del percorso di recruiting dedicato alle figure junior del Progetto Giovani di Credito Emiliano (Credem). Nel primo step di selezione, i candidati possono scegliere tra un colloquio tradizionale con un recruiter oppure una videointervista tramite la piattaforma Skillvue, in linea con l’AI Act.

Attraverso nove domande focalizzate sulle competenze attitudinali chiave, l’AI restituisce un rating che viene poi valutato dai recruiter. Il valore del progetto sta proprio qui: l’intelligenza artificiale non sostituisce il giudizio umano, ma supporta i recruiter nell’individuare il potenziale dei candidati.

 

I risultati del progetto

Ogni anno Credito Emiliano (Credem) riceve oltre 30.000 candidature. Grazie all’introduzione dell’AI nel primo step di selezione, l’azienda ha raddoppiato il numero di candidati valutati nella fase iniziale, ampliando le opportunità di accesso ai percorsi di recruiting. Il progetto ha inoltre migliorato la qualità della selezione, aumentando del 15% la selettività tra il primo e il secondo step e riducendo tempi e costi del processo, mantenendo sempre centrale il ruolo del recruiter.

 

Un nuovo modo di connettere AI e persone

Il premio ricevuto ai Company for Generation Z 2026 conferma l’impegno di Credito Emiliano (Credem) nel costruire processi di selezione sempre più inclusivi, innovativi e orientati alle persone.

“L’AI al servizio della Selezione del Personale” rappresenta un esempio concreto di come tecnologia e sensibilità umana possano collaborare per migliorare l’esperienza dei candidati, valorizzare il potenziale della Generazione Z e rendere il recruiting più efficace senza perdere il lato umano della selezione.