Come raggiungere i propri obiettivi professionali: parola a Eugenio Amodio, Associate Partner EY e Docente Radar Academy

Condividi su linkedin
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Intervista a Eugenio Amodio,  Associate Partner di EY S.p.A. da oltre 15 anni e membro consolidato della Falculty Radar Academy.

 

Raccontaci del tuo percorso, come sei arrivato a ricoprire il ruolo di Associate Partner in EY e cosa consiglieresti ad un neolaureato per raggiungere i suoi obiettivi professionali?

Ho iniziato il mio percorso professionale in EY nel 2007, pervia un’esperienza negli States in controllo di gestione e numerose attività professionali in diversi paesi europei. Ho avuto un percorso di carriera molto rapido grazie al supporto di tanti colleghi di livello e grazie ad un atteggiamento sempre proattivo che mi ha permesso di essere, spesso, coinvolto in attività complesse anche in relazione a grandi gruppi multinazionali, che hanno richiesto la mia presenza anche all’estero. Ecco, se dovessi trovare tre parole chiave che ritengo abbiano segnato il mio percorso professionale e che reputo indispensabili per ciascun giovane neolaureato che si affaccia al mondo del lavoro direi: teaming, mobilità e proattività.

Ad un neolaureato di oggi consiglio, quindi, di essere disposto a spostarsi, a non essere radicato solo al suo territorio locale, di fidarsi e di farsi guidare dai colleghi che man mano incontrerà sulla sua strada; ma soprattutto, consiglio di essere estremamente proattivo e di saper cogliere tutte le opportunità che gli si presenteranno davanti: viviamo in un era dove è possibile acquisire un numero pressappoco infinito di informazioni che necessitano però di lucidità e concretezza per essere sistematizzate e tramutate in occasioni.

Quali sono le Skills richieste per lavorare nel Finance?

Non ti nascondo che anche il Finance è diventato un settore estremamente dinamico e pertanto la capacità di rapido apprendimento è una caratteristica necessaria anche per avere successo in questo ambito; non è un caso che oramai tutte le grandi imprese dedichino, ai propri neo assunti, dei percorsi formativi interni molto strutturati proprio per plasmare le loro competenze di base.

Ovviamente sono richieste delle competenze di base importanti anche solo per affrontare un percorso di selezione in quest’ambito: costituiscono un bagaglio imprescindibile le conoscenze di tipo amministrativo – contabile, di pianificazione e budegting e di tipo gestionale.

Parimenti, in ragione della rapidità di evoluzione del contesto di riferimento, risultano altresì importanti competenze tipo analitico digitale, soprattutto nel sapere interpretare la vastissima disponibilità di informazioni ormai in possesso delle imprese, e una buona padronanza delle cosiddette soft skills.

Quant’è cambiato il mondo del lavoro nel tuo settore?

Come descritto in precedenza il mondo dell’impresa e dei servizi professionali ad essa connessi sono quotidianamente in cambiamento ed in maniera piuttosto significativa. Prima tra tutti ha avuto un effetto totalmente disruptive la cosiddetta digital trasformation: ad oggi non si riscontrano più problematiche connesse al reperimento ed alla validazione delle informazioni, ma invece vi è un enorme esigenza di persone capaci di analizzare questi dati e di sintetizzarli in piano di programmazione gestionale efficaci e misurabili.

Il buon manager oggi è colui che sa interpretare un dato storico in chiave prospettica e che riesce a produrre risultati economici tangibili lavorando su questi dati.

Ormai sei un Docente consolidato della nostra Faculty, cosa ti ha permesso di essere così apprezzato da tutti i tuoi allievi? 

Premetto di essere assolutamente contento del percorso fatto con Radar e sono molto felice si essere apprezzato dagli allievi. Non penso di avere una ricetta perfetta a mia disposizione, ma credo che il mio maggior apporto abbia riguardato l’aver messo a disposizione dei discenti le mie esperienza professionali reali, permettendo di validare concetti teorici – spesso complessi – attraverso casi pratici. Il non essere un docente di professione, bensì un professionista di impresa, ha permesso di abbattere quel muro teorico che spesso si contrappone tra insegnati ed allievi.

Quanto pensi incida un Master nell’acquisizione dell competenze utili per farsi strada nel mondo del lavoro?

Se facciamo riferimento a quanto detto in precedenza, in un contesto in così rapido mutamento disporre di elementi conoscitivi avanzati, ma soprattutto attuali, permette di avere un vantaggio competitivo determinante nella ricerca di un lavoro o in potenziali avanzamenti di carriera. Inoltre, si affronta un master con una consapevolezza ed una maturità superiore a quella di cui si disponeva nel percorso universitario che permette, congiuntamente al confronto con docenti provenienti dal mondo dell’impresa, di rendere non solo più forte ma anche più concreto tutto il bagaglio conoscitivo acquisto negli anni di studio.

Accolgo, dunque, con grande apprezzamento chi decide di affrontare un master che reputo oramai quasi imprescindibile.