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Intelligenza artificiale, lavoro in crescita del 56%

 

L’adozione dell’IA cresce in ogni settore e, parallelamente, aumentano in modo significativo le nuove professioni e le competenze richieste dalle imprese. I dati del 2025 mostrano un’accelerazione netta, del 56%, che segna l’ingresso in una nuova fase del lavoro digitale.

L’esplosione della domanda di competenze IA

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro e lo fa a ritmi mai registrati prima: secondo l’AI Jobs Report 2025 di Autodesk, le offerte di lavoro che richiedono competenze nell’IA sono aumentate del 56,1% nei primi mesi dell’anno. Una crescita che segna l’inizio di una nuova fase del mercato occupazionale, in cui l’IA non solo automatizza processi, ma crea nuove professioni e ridefinisce competenze in tutti i settori. L’intelligenza artificiale applicata al lavoro diventa così un fattore strutturale dell’occupazione.

Professioni che evolvono

A questa accelerazione si affianca una trasformazione profonda delle competenze richieste. In Italia, come rileva Randstad Research, 8,6 milioni di lavoratori risultano “altamente esposti” all’impatto dell’IA e 10,5 milioni sono vulnerabili ai processi di automazione. Non si tratta però di un fenomeno puramente sostitutivo: molte professioni non scompaiono, ma si evolvono, integrando strumenti di automazione, sistemi predittivi e modelli intelligenti che ne modificano funzioni e responsabilità. L’intelligenza artificiale non riguarda più solo mansioni ripetitive: incide su ruoli tecnici, creativi e manageriali, dalla finanza alla sanità, dalla logistica al marketing digitale. Il messaggio è chiaro: intelligenza artificiale e lavoro umano non sono in contrapposizione, ma premiano chi aggiorna le proprie competenze e sa dialogare con le tecnologie emergenti.

Adozione aziendale in crescita, competenze in ritardo

Questo scenario si inserisce in un contesto di forte crescita dell’adozione aziendale. Secondo ISTAT, oggi solo il 5% delle imprese italiane utilizza sistemi di IA, contro l’8% della media UE. Tuttavia, il divario è destinato a ridursi rapidamente: studi internazionali confermano che oltre l’80% delle aziende prevede di introdurre IA generativa entro il 2025. La principale barriera non è più tecnologica, ma formativa. Il 42% delle imprese italiane denuncia una mancanza di competenze interne adeguate a supportare i progetti IA, creando così una delle più grandi opportunità nel mercato del lavoro legato all’intelligenza artificiale, soprattutto per neolaureati e professionisti early career.

Le nuove professioni dell’intelligenza artificiale

Le professioni emergenti nell’intelligenza artificiale sono numerose, molte delle quali inesistenti fino a pochi anni fa. Ruoli come AI Engineer, Machine Learning Engineer, AI Product Manager, AI Innovation Manager, AI Ops/ML Ops Engineer ed Ethics & Governance AI Advisor si stanno affermando come posizioni strategiche in imprese di ogni settore. Si tratta di profili ibridi che combinano competenze tecniche avanzate con capacità manageriali, analitiche e di visione. La domanda è in crescita sia in Italia sia a livello internazionale, con un particolare interesse verso professionisti capaci di trasformare un modello di IA in un progetto scalabile e ad alto impatto nel mercato del lavoro dell’intelligenza artificiale.

Settori trainanti dell’IA applicata al lavoro

L’intelligenza artificiale è una tecnologia trasversale che sta generando valore in molti settori. Secondo ISTAT, la manifattura è tra gli ambiti più avanzati, grazie all’integrazione con robotica, manutenzione predittiva e sistemi di controllo qualità automatizzati che stanno trasformando la produzione industriale. Anche finanza e assicurazioni stanno accelerando, adottando soluzioni di fraud detection, robo-advisory e modelli predittivi per la valutazione del rischio. Nel marketing e nella comunicazione, l’IA permette di personalizzare contenuti, automatizzare interi customer journey e analizzare il comportamento dei consumatori con maggiore precisione. La sanità vive una rivoluzione altrettanto significativa, con diagnostica assistita, supporto robotico in sala operatoria e analisi dei dati clinici. Infine, servizi e pubblica amministrazione stanno digitalizzando processi e attività attraverso assistenti virtuali e sistemi intelligenti. In tutti questi contesti, il valore dell’intelligenza artificiale nel lavoro risiede nella capacità di applicarla in modo strategico.

Formazione come chiave per entrare nel settore

Formarsi oggi in intelligenza artificiale significa acquisire un vantaggio competitivo in un mercato del lavoro in rapida evoluzione. Le imprese cercano professionisti capaci di applicare l’IA in modo strategico, valutarne l’impatto e governarne le implicazioni organizzative ed etiche. Un percorso avanzato permette di sviluppare competenze tecniche e manageriali, colmando il divario tra domanda e offerta e accedendo ai nuovi ruoli generati dall’integrazione tra intelligenza artificiale e lavoro. In questo contesto si inserisce il Master in Artificial Intelligence & Innovation Management di Radar Academy, pensato per formare figure multidisciplinari pronte a guidare l’innovazione.

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