Al giorno d’oggi è meglio investire in competenze verticali o trasversali? Ne parliamo con Barbara Grieco, Senior Talent Acquisition Partner in Hitachi Rail.
Quando si parla di crescita professionale, scegliere su quali skill investire può sembrare un bivio. In realtà, la strategia più efficace potrebbe essere proprio quella di non scegliere.
Affrontiamo questo tema con Barbara Grieco, Senior Talent Acquisition Partner in Hitachi Rail, che nella video intervista spiega perché oggi la vera forza di un profilo professionale nasce dall’integrazione tra competenze verticali e competenze trasversali.
" È importante la giusta integrazione delle due"
Competenze verticali e trasversali: perché servono entrambe
Una competenza verticale è una conoscenza specifica e approfondita, legata a un determinato ruolo, ambito o settore. È ciò che permette a un professionista di specializzarsi e costruire una propria identità nel mondo del lavoro. Ma specializzarsi è sufficiente?
Secondo Barbara Grieco, puntare esclusivamente sulle competenze verticali può diventare un limite. Il mercato cambia, le organizzazioni evolvono e, insieme a loro, cambiano anche i ruoli e le professionalità richieste.
Per questo alla specializzazione è importante affiancare un bagaglio più ampio di competenze trasversali, come problem solving, comunicazione e negoziazione. Skill che non appartengono a una singola professione, ma possono essere utilizzate in contesti e situazioni differenti.
Perché le competenze trasversali aiutano ad affrontare il cambiamento
Essere preparati non significa soltanto sapere svolgere molto bene un determinato compito. Significa anche riuscire a comunicare, affrontare un problema, trovare nuove soluzioni e adattarsi quando il contesto cambia. Ed è proprio qui che entrano in gioco le competenze trasversali.
Svilupparle permette di ampliare il proprio profilo professionale e diventare più versatili, facilitando la capacità di adattarsi alle nuove esigenze del mercato del lavoro. Una caratteristica particolarmente importante in uno scenario nel quale competenze e professioni continuano a evolvere.
La specializzazione, quindi, resta fondamentale, ma acquista ancora più valore quando è accompagnata dalla capacità di applicarla all'interno di situazioni, relazioni e sfide diverse.
Talent Acquisition: un esempio concreto
Barbara Grieco porta l’esempio del settore della Talent Acquisition. Chi lavora nella selezione deve necessariamente possedere competenze tecniche specifiche: conoscere le tecniche di recruiting, saper effettuare lo screening dei CV e comprendere come individuare i profili più adatti alle esigenze dell’Azienda.
Nel lavoro quotidiano, però, queste conoscenze incontrano continuamente altre capacità. Pensiamo alla negoziazione, fondamentale nella fase di offerta al candidato. Oppure alla comunicazione, necessaria durante tutto il processo di selezione: il recruiter non sta semplicemente parlando con una persona, ma in quel momento sta anche rappresentando l’Azienda, la sua cultura e il suo modo di relazionarsi con i talenti.
È un esempio che rende evidente quanto competenze tecniche e trasversali non siano due mondi separati. Al contrario, lavorano insieme.
Il modello a T: specializzarsi senza perdere versatilità
Qual è allora il profilo su cui puntare? Per Barbara Grieco, una delle scelte più strategiche è costruire il cosiddetto profilo a T: una competenza verticale forte e specifica, accompagnata da un insieme più ampio di competenze trasversali.
La linea verticale della “T” rappresenta la specializzazione: ciò che sappiamo fare in profondità e che ci distingue professionalmente. La linea orizzontale rappresenta invece tutte quelle capacità che permettono di utilizzare la propria specializzazione in modo più efficace, collaborare con persone e funzioni diverse e adattarsi a scenari nuovi. Non si tratta, quindi, di decidere tra hard e soft skill. Il punto è costruire un profilo capace di integrarle.
Investire sulle proprie competenze significa prepararsi al futuro
Il mercato del lavoro richiede sempre più capacità di evolvere insieme ai ruoli e alle organizzazioni. Avere una specializzazione permette di distinguersi, mentre sviluppare competenze trasversali aiuta a non rimanere fermi quando cambiano esigenze, strumenti e contesti.
Il consiglio che emerge dalla video intervista è quindi chiaro: costruire una competenza specifica e arricchirla continuamente con skill trasversali.
Problem solving, comunicazione, negoziazione e capacità di adattamento non sostituiscono le conoscenze tecniche. Le rendono più forti e, soprattutto, più spendibili.
Perché prepararsi al mondo del lavoro non significa soltanto imparare a fare bene un mestiere. Significa costruire gli strumenti per continuare a crescere, anche quando quel mestiere cambia.


