Fare carriera lavorando in smart working

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Lo smart working, innescato in maniera preponderante dall’emergenza Covid-19, ha inevitabilmente trasformato le modalità di selezione da parte delle aziende e le modalità di lavoro. Chi non si è chiesto negli ultimi mesi se è possibile “sognare” un avanzamento di carriera nonostante lo smart working?

Se anche a te è capitato, devi sapere che si tratta di un interrogativo più che lecito. Lo hanno fatto il Wall Street Journal, ma anche Forbes, secondo quanto riporta un articolo di ‘HR Link’, nel quale emergono alcune utili indicazioni su come diventare appetibili sul mercato del lavoro pur lavorando da remoto.

Come emergere con lo smart working

Vuoi essere notato da un’azienda anche se lavori a distanza? Nessun problema. La prima cosa da fare è essere proattivi, proporre valide soluzioni e dimostrare una spiccata capacità di problem solving. La possibilità di condividere un determinato problema aziendale con il tuo capo significa contribuire a dare un valore aggiunto all’intera struttura organizzativa. Un’occasione, dunque, per fare una buona impressione.

Altro elemento particolarmente interessante riguarda la comunicazione. Attraverso specifici strumenti, ciò che conta è sentire costantemente l’azienda. In questo modo, avrai la possibilità di dimostrare di essere presente e realmente interessato a tutta una serie di dinamiche aziendali.

Non dimenticare poi di organizzare riunioni. Così ti sentirai davvero parte integrante del gruppo e apporterai un contributo non indifferente alla struttura. Sebbene lavorare in smart working limiti incredibilmente la possibilità di instaurare relazioni interpersonali dal vivo, devi insistere con te stesso e renderti visibile.

Questo perché l’azienda deve percepire anche da remoto quanto impegno e dedizione presti per quella determinata mansione. Non dimenticare poi di comunicare il tipo di attività che stai svolgendo al tuo capo, quanti progetti stai portando a termine e interagire con il gruppo di lavoro.

La possibilità di fare carriera, seppur in smart working, non si è presa una pausa. E’ quanto viene stimato dalla Top Companies 2021 stilata da Linkedin e citata da ‘Il Corriere della Sera’, che raggruppa le 25 aziende considerate dagli italiani come i luoghi di lavoro che offrono maggiori prospettive di crescita. Nel 50% dei casi si tratta di aziende italiane o a partecipazione italiana.

Tra i settori che offrono maggiori opportunità di carriera rientrano i seguenti:

  • Bancario;
  • Assicurativo;
  • Manifatturiero (automotive e non solo);
  • Energia;
  • IT;
  • Farmaceutica;

Le competenze più richieste ruotano attorno al digitale, ma non solo. Dai dati spiccano: la capacità di avanzamento, la stabilità dell’azienda, le opportunità esterne, la diversità di genere e il background accademico, solo per citarne alcune.

I vantaggi per lavoratori e aziende

Lo smart working aumenta la flessibilità lavorativa. E’ quanto emerge da un articolo pubblicato su ‘Tom’s Hardware’, secondo cui il nuovo approccio organizzativo dello smart working ha apportato una serie di vantaggi per i dipendenti e le aziende. Nello specifico, si tratta dei seguenti benefici:

  • Aumento della produttività;
  • Riduzione dell’assenteismo;
  • Abbassamento dei costi per gli spazi fisici.

L’aspetto interessante è che le aziende, attraverso lo smart working, utilizzano una serie di strumenti tecnologici per la gestione delle HR che consentono di ottimizzare i processi burocratici, nonché favorire la comunicazione con l’area amministrativa. Ma i benefici legati al lavoro agile risiedono anche nell’ottimizzazione dei tempi e dei costi relativi agli spostamenti verso la sede di lavoro.

Una ricerca commissionata da Citrix alla società di ricerche OnePoll, conferma che lo smart working non influenza il livello di produttività dei lavoratori, ma comporta una serie di elementi vantaggiosi, soprattutto per quanto riguarda l’incremento della sostenibilità ambientale legato al lavoro agile (lo sostiene il 50% degli intervistati). La pandemia, indubbiamente, ha comportato una serie di cambiamenti sulle modalità di lavoro.

Se da un lato, il lavoro sta assumendo una componente sempre più “ibrida”, secondo quanto riporta ‘CorCom’, dall’altro le aziende continuano a studiare soluzioni lungimiranti che coinvolgano maggiormente i dipendenti e stimolino la loro produttività. Per molte aziende lo smart working consente di risparmiare sui costi relativi alle spese dell’illuminazione delle strutture, alla pulizia, alle mense.

Con questa nuova modalità organizzativa, gli smart workers possono decidere, dunque, dove e come lavorare. Tuttavia, con lo smart working non parliamo soltanto di una questione normativa, ma anche culturale: è necessario che sia l’azienda che il dipendente riescano a trovare nel lavoro agile quel filo conduttore in grado di permettere il raggiungimento di specifici risultati e ricavare i migliori vantaggi.

Vale la pena, infine, sottolineare come lo smart working non indichi esclusivamente la possibilità di lavorare da casa anziché in azienda, quanto piuttosto la capacità di autogestirsi in vista degli obiettivi prefissati. Lo conferma un articolo de ‘Il Corriere della Sera’, secondo cui è come se ogni dipendente divenisse un “imprenditore di se stesso”. Se al momento sei alla ricerca di un impiego, non scoraggiarti solo perché la modalità di lavoro avviene da remoto. Cerca di cogliere questo cambiamento trasformandolo in una reale opportunità lavorativa.