Stage risorse umane: cosa farai in azienda?

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Dopo un Master in Risorse Umane una delle esperienze più richieste è lo stage come primo approccio alla vita d’azienda. Ma cosa ti aspetta esattamente? Cosa fare e cosa non fare durante uno stage?

Se il CEO è colui o colei che guida un’impresa verso nuovi obiettivi, i soci o i colleghi di lavoro, dipendenti o consulenti, sono senza dubbio il suo motore. Una macchina, quella aziendale, che viene resa efficiente anche da chi delle risorse umane si occupa: il responsabile HR, una figura centrale nella selezione, gestione e organizzazione di ogni singolo componente del team aziendale.

Iniziare un percorso pratico e formativo per costruirsi un futuro come HR manager è un’attività che inizia da corsi e master per diventare Responsabile di Risorse Umane, meglio se con possibilità fare esperienza in azienda.

Se stai cercando informazioni sulle mansioni di questa figura e su come accedere ad uno stage retribuito per diventare responsabile delle risorse umane continua la lettura per scoprire come fare continuando a leggere questo articolo.

Mansioni dell’addetto risorse umane: di cosa ti dovrai occupare?

Quella del responsabile delle risorse umane è una professione molto complessa, specialmente oggi, con il mercato del lavoro alle prese con gradi di specializzazione e innovazione sempre maggiori.

In quest’ottica, l’HR manager non è solo deputato al recruiting delle migliori figure da posizionare all’interno dei vari ambiti aziendali ma, ancora di più, a seguirle, motivarle e formarle per il benessere dell’intero team e il raggiungimento dei massimi obiettivi preposti dalle strategie dell’impresa.

Una figura di coordinamento tra la direzione e il personale dipendente, espressione diretta di entrambe, che si occupa di mansioni quali:

  • scouting delle risorse, attraverso colloqui e strategie di recruiting mirate;
  • motivazione del personale al fine di far emergere singole e collettive qualità di successo;
  • gestione, controllo e sviluppo di politiche retributive, di welfare e contrattuali sostenibili per l’azienda e idonee ad ogni risorsa;
  • Cura delle relazioni industriali, dei rapporti dipendente – dipendente e dipendente – impresa.

Questi compiti ne comprendono, ovviamente, altri più “burocratici”, come la redazione di valutazioni di rendimento del personale, statistiche delle performance ottenute, compilazione di modulistica relativa a pratiche di assunzioni, ferie, infortuni, cessazione di rapporti di lavoro e altri aspetti normativi e amministrativi importanti per la gestione del personale.

Stage in gestione delle risorse umane: cosa fa il candidato in azienda?

Ricordi Karate Kid quel celebre film anni ’80, con recenti sequel anche sulle piattaforme on-demand? Nella scena più famosa della pellicola, il maestro Miyagi insegna al giovane Daniel i principi fondamentali del karate attraverso una serie di lavori apparentemente inutili, ma soprattutto noiosi e ripetitivi, come quello di mettere e togliere la cera dalla propria vettura: gesti che nel quotidiano sembrano vani ai fini dell’obiettivo, ma che sul lungo termine saranno determinanti per la vita da karateka del giovane Daniel.

Uno stagista è proprio come il giovane Daniel: intraprendente, pronto ad imparare, impulsivo e desideroso di mettersi subito all’opera ma ancora senza la necessaria esperienza sul campo, un fattore che potrebbe portare a gravi errori di valutazione.

L’esperienza si inizia a costruire proprio durante lo stage dove sei chiamato per lo più a affiancare, osservare, e a svolgere compiti operativi. Così, anche se lo stage ti potrà sembrare di primo acchito poco impegnativo, ricorda che – proprio come il giovane Daniel di Karate Kid – tutto quello che imparerai e avrai l’occasione di osservare in questi periodi è prezioso e costituisce un bagaglio di conoscenze fondamentale per avere successo come specialista delle risorse umane.

Molto probabilmente sarai chiamato ad assistere a riunioni e incontri, a recruiting-day o a uno o più colloqui di selezione, forse guarderai il team HR lavorare sulla rotazione delle ferie o sulle buste paga o sui piani di formazione per il personale. Il dettaglio dei tuoi compiti durante lo stage dipende molto dal tipo di azienda nella quale svolgerai l’internship.

Vademecum dello stageur: cosa fare e cosa NON fare

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Avere l’opportunità di fare uno stage significa avere l’opportunità unica di capire com’è la vita dentro una piccola comunità, quella costituita da tutti i lavoratori di un’azienda. Questo è già un traguardo molto vantaggioso perché dentro una realtà lavorativa – profondamente diversa da una famiglia – si sviluppano delle dinamiche interpersonali uniche e particolari.

Da queste dipendono gran parte delle cose da fare e, soprattutto, da non fare quando sei in stage. Vediamole in sintesi.

Lo stagista perfetto: cosa fare

  • Fatti presentare il tuo referente e assicurati di avere i suoi/loro contatti a portata di mano per qualunque evenienza.
  • Se possibile, decidete insieme un piano di sviluppo dello stage che dovrebbe seguire il progetto già consegnato, quindi chiarisci i termini del tuo impegno: avere obiettivi precisi ti aiuterà molto.
  • Fatti spiegare con precisione le regole d’ufficio su gestione del tempo, gestione dei device privati e aziendali, dress-code, gestione delle pause, degli ingressi e delle uscite. Se non dovessero esserci regole scritte o chiare, affidati al rispetto massimo delle consuetudini dei colleghi.
  • Cerca di comprendere bene la piramide aziendale, se c’è, o i ruoli delle persone con le quali ti troverai a interagire, è fondamentale dimostrare di avere capacità di comprendere subito l’ambiente nel quale ti trovi. Questo evita, contemporaneamente, che tu dia troppa confidenza a qualcuno che non sapevi essere un superiore, che ti prenda libertà concesse solo – ad esempio – ai manager, quindi che tu compia azioni che potrebbero risultare imbarazzanti.
  • Sii puntuale sia sull’orario di ingresso al lavoro che nelle consegne pattuite. Se hai problemi o rallentamenti, fallo presente prima della scadenza chiarendo anche i motivi.
  • Sii proattivo, dinamico e cerca di metterti in luce, dopotutto sei lì per imparare ma anche per far notare le tue capacità e il tuo talento. Questo vuol dire non accontentarsi di fare unicamente ciò che ti viene chiesto: l’iniziativa è molto valorizzata in azienda. Questo significa non esitare a far domande, e a dare la tua opinione riguardo ad alcuni punti, sempre valutando l’opportunità di un intervento. Ciò proverà che sei un tipo curioso, dinamico e attivo.

Cosa non fare quando stai facendo uno stage

Eviteremo di dire che è importante non arrivare in ritardo o non andare al lavoro in ciabatte, ci fidiamo del tuo buon senso. Ci sono però alcune cose che potrebbero non essere così scontate:

  • Preparati a sbagliare, perché sei alle prime armi e sicuramente qualche piccolo inciampo ci sarà. Ma è normale e a volte necessario per comprendere meglio. La cosa importante è porsi nel modo giusto nei confronti dell’errore e di chi te lo fa notare. Evita di inalberarti, di sentirti toccato personalmente o di buttarti giù sentendoti inadatto. Questi atteggiamenti non sono positivi e non favoriscono la vita in azienda. Chi vive una realtà produttiva o di servizi sa che sbagliare è sempre possibile, ma la cosa importante non è evidenziare ciò, quanto piuttosto risolvere rapidamente ed efficacemente l’errore. Non focalizzarti sul capro espiatorio, focalizzati sul problem-solving.
  • Se noti delle tensioni, delle criticità relazionali fra i colleghi, evita di immischiarti o fare domande fuori luogo. Sii professionale e tappati le orecchie e la bocca piuttosto che dire qualcosa che potrebbe ledere alla tua persona.
  • Prima di inviare una mail o una comunicazione scritta, rileggi ad alta voce almeno tre o quattro volte il testo. Spendi qualche minuto in più per questo, è meglio che fare una pessima figura per un apostrofo o un accento. Non devono esserci errori di grammatica o sintassi, il messaggio deve essere più chiaro possibile e, possibilmente, evitare fraintendimenti. Non dimenticare mai le formule di cortesia e chiedi al tuo superiore se devi mettere in copia anche a qualcun altro dell’ufficio, oltre al tuo supervisore.
  • Abbiamo detto che lo stage serve anche a farti notare perché è pur sempre un contatto con il mondo del lavoro che può risultare proficuo a lungo termine. Però… mettiti in evidenza per i tuoi meriti, non (solo) per ciò che racconti di te. Vantarsi non è visto positivamente e potrebbe indispettire qualcuno.

Dunque lo stage è un canale preferenziale sia per imparare che per entrare in azienda, per farti conoscere e mettere in gioco le tue capacità, grazie alle conoscenze acquisite in aula. Lo stagista che inizia il suo percorso all’interno di questa professione lo farà accostandosi alle mansioni quotidiane di un HR manager, al fine di sviluppare nuove e consolidate capacità di questo lavoro.

Una base fondamentale per migliorare le competenze, sviluppando l’autonomia necessaria per crescere professionalmente, mirando al primo, grande, obiettivo: trovare il lavoro dei propri sogni.

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