Nuove prospettive E-commerce: Il punto di Mattia Minozzi, Birra Peroni

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L’E-Commerce negli ultimi mesi è diventato un tema centrale per gran parte delle aziende. Il Lockdown ha messo in mostra le potenzialità del commercio online, riuscendo a convincere anche i consumatori più scettici.

Per capirne di più sull’attuale quadro relativo al mondo E-commerce e sulle prospettive per il futuro, ci siamo rivolti  a Mattia Minozzi, Trade Marketing Manager di Birra Peroni, il quale ha scritto per noi l’articolo che segue.

Buona lettura!

Nel 2019 l’e-commerce mondiale ha realizzato un fatturato di circa 16.000 miliardi di dollari tra canale B2C e B2B. Il canale Business to Consumer con un valore di 3.535 miliardi di dollari rappresenta il 23% del totale, ed ha registrato un aumento di 2 punti percentuali rispetto al 2018.

A livello mondiale gli shopper del canale e-commerce sono costituiti per la maggior parte da utenti della fascia 25-34 anni (30,7%) e della fascia 35-44 anni (24,8%), che insieme rappresentano oltre la metà degli acquirenti del canale e-commerce.

In Europa le persone che hanno effettuato acquisti tramite il canale e-commerce corrispondono al 70,6 % della popolazione totale. In termini di vendite realizzate, la leadership spetta ancora al Regno Unito con un valore di circa 130 miliardi di euro, seguito dalla Germania e dalla Francia rispettivamente con un valore di 74 e 63 miliardi di euro; tuttavia sono i paesi del sud Europa, su tutti Italia e Spagna, a crescere più velocemente.

I principali settori del canale e-commerce sono:

  • l’abbigliamento con 89 miliardi di euro (+10% rispetto al 2018);
  • l’elettronica con 76 miliardi di euro (+10%);
  • il tempo libero con 60 miliardi di euro (+8%);
  • casa e arredo con 44 miliardi di euro (+12%) e alimentare;
  • salute e bellezza con 38 miliardi di euro (+12%).

In Italia, nel 2019 il valore degli acquisti e-commerce B2C sia di prodotti che di servizi è stato pari a 31,6 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto al 2018. L’e-commerce però, veniva considerato ancora come un canale secondario poiché generava solamente il 7,3% degli acquisti totali online e offline.

In termini di tassi di crescita tra i settori vi è stata una grande differenza poiché alcuni settori più maturi come il turismo (con una penetrazione pari al 36%) sono cresciuti ad un tasso del 9%, mentre altri come il Food & Grocery (con un tasso di penetrazione appena dell’1%) hanno avuto un tasso di crescita pari a circa il 40%.

In seguito allo scoppio della pandemia causata dal coronavirus vi è stato un vero e proprio cambiamento nelle abitudini e nei bisogni dei consumatori che, a causa delle restrizioni imposte e della paura di essere contagiati, hanno fatto registrare un boom nella domanda nel canale e-commerce. Ad esempio nel Food & Grocery la domanda è aumentata di ben 10 volte ma parte di essa non è stata soddisfatta poiché molte aziende sono state colte impreparate da questa improvvisa crescita.

Inoltre, vi è stata una grande differenza in termini di beni necessari e non necessari. Nei settori che hanno visti coinvolti i beni necessari (es. F&G e Farmaceutico) vi sono stati i primi approcci sia da parte delle PMI che dei top retailer che ancora non operavano sul canale e-commerce. Per coloro che erano già presenti invece vi è stato un potenziamento dei servizi offerti tramite: investimenti tecnologici, adeguamento dei processi e aumento della capacità produttiva. Inoltre, in alcuni casi (in particolare nel F&G) vi è stata la necessità di contenere la domanda, come avvenuto nel sito e-commerce di alcune insegne commerciali dove si sono verificate delle code virtuali con tempi di attesa di diverse ore.

Per quanto riguarda i beni non necessari, invece, vi sono stati dei rallentamenti nella gestione degli ordini o addirittura delle chiusure di attività online. In questo caso le aziende hanno tentato di stimolare la domanda mediante incentivi nei confronti dei consumatori, tra cui possono essere citati il reso esteso a 90 giorni, la consegna gratuita, gli sconti e la maggiore assistenza tramite la piattaforma online.

Durante il lockdown si è assistito ad un’esplosione della domanda in alcuni settori merceologici come:

  • Food&Grocery;
  • Pet Food;
  • Informatica ed Elettronica;
  • Sport e Fitness;
  • Health & Care;
  • Farmacia.

Tra i prodotti a maggiore crescita troviamo i prodotti base per la prevenzione dell’epidemia (+88%), i farmaci (+67%), gli alimentari (+49%), i prodotti per la pulizia della casa (+48%) e l’online entertainment (+40%). Abbiamo cercato di riempire il maggior tempo disponibile nelle nostre case provando a ricreare in casa degli ambienti che vivevamo principalmente all’esterno come la scuola, l’ufficio, la palestra ed il cinema. Mentre le perdite maggiori sono avvenute nel turismo (-91% nei viaggi) e nell’abbigliamento (-66%).

Nel futuro possiamo ipotizzare che ci saranno molti cambiamenti sia lato domanda che lato offerta. Per quanto riguarda la domanda, il lockdown ha provocato la caduta di molte barriere all’acquisto online, ed è dimostrato dai circa 2 milioni di nuovi web shopper generati nei primi mesi del 2020. Inoltre, vi è ancora più sicurezza e dimestichezza nei pagamenti digitali che per alcuni shopper vengono considerati addirittura più sicuri rispetto al pagamento alla consegna.

Dal lato dell’offerta ci possiamo aspettare la messa a terra degli investimenti in digitale messi in atto dai retailer per cercare di rispondere all’aumento esponenziale registrato nella domanda nel canale e-commerce, che sarà anche di supporto alla riapertura dei negozi, all’interno dei quali vengono applicate le normative per il distanziamento sociale.

 

Da ciò che emerge, l’ E-Commerce è un settore in forte espansione e saranno sempre di più le figure lavorative richieste in quest’ambito. Se vuoi maggiori informazioni sulle competenze necessarie per lavorare in questo settore, scopri il Master in E-Commerce & Digital Marketing Management oppure compila il form che trovi sopra.