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L’importanza del feedback post colloquio di selezione

Scritto da Radar Academy | 16-gen-2026 15.00.02

 

Il feedback nel colloquio di selezione è uno degli strumenti più potenti, e spesso sottovalutati, per orientarsi e crescere nel mondo del lavoro. Che tu sia un neolaureato alla prima esperienza, un professionista all’inizio della carriera o un HR che vuole migliorare i propri processi di selezione, comprendere cos’è il feedback, perché è importante e come utilizzarlo può fare una grande differenza.

Ricevere (o dare) un feedback non significa solo commentare un esito positivo o negativo, ma trasformare un’esperienza di selezione in un’occasione di apprendimento concreto, capace di generare consapevolezza, motivazione e miglioramento continuo.

Cos’è il feedback

In ambito professionale, il feedback è una restituzione strutturata, che può avvenire in forma verbale o scritta, e che l’azienda fornisce al candidato al termine di una o più fasi del processo di recruiting. Questo riscontro può riguardare diversi aspetti della candidatura, come le competenze tecniche, le soft skill, l’atteggiamento mostrato durante il colloquio, il livello di motivazione e l’allineamento con il ruolo e con la cultura aziendale.

Il feedback non si limita quindi alla semplice comunicazione dell’esito finale, positivo o negativo, ma ha l’obiettivo di spiegare le motivazioni alla base della decisione presa. In questo modo, il candidato può comprendere meglio quali sono stati i suoi punti di forza e su quali aree, invece, può lavorare per migliorare. Dal punto di vista di chi partecipa a una selezione, il feedback rappresenta una fonte preziosa di orientamento professionale e di crescita personale. Per l’azienda, al contrario, è uno strumento strategico che contribuisce a migliorare la qualità del processo di selezione e a rafforzare l’employer branding.

L’importanza del feedback per candidati e aziende

Ricevere un feedback dopo un colloquio di lavoro non è sempre scontato, ma quando avviene può avere un impatto molto positivo. Per i candidati, infatti, il feedback aiuta a ridurre l’incertezza e la frustrazione che spesso derivano dai silenzi successivi ai colloqui, offrendo maggiore chiarezza sul proprio percorso. Consente inoltre di individuare in modo più preciso cosa migliorare nei colloqui futuri, aumentando la consapevolezza delle proprie competenze e rafforzando la motivazione e la fiducia in sé stessi. Questo aspetto è particolarmente rilevante per i profili junior e i neolaureati, per i quali il feedback diventa uno strumento di apprendimento fondamentale per colmare il divario tra formazione accademica e mondo del lavoro.

Dal lato delle aziende, il feedback svolge un ruolo altrettanto importante. Fornire un riscontro chiaro e costruttivo contribuisce a migliorare l’esperienza complessiva del candidato, rafforza la reputazione dell’organizzazione come datore di lavoro attento alle persone e trasmette professionalità, rispetto e cura nei confronti di chi partecipa al processo di selezione. Inoltre, favorisce la creazione di relazioni positive anche con i candidati non selezionati, che potrebbero rappresentare risorse preziose per opportunità future. Un processo di selezione che include feedback trasparenti e orientati alla crescita comunica valori sempre più apprezzati nel mercato del lavoro attuale.

Come interpretare un feedback

Ricevere un feedback non è sempre semplice, soprattutto quando l’esito del colloquio è negativo. Tuttavia, imparare a leggerlo nel modo giusto può trasformarlo in una vera leva di crescita professionale. Il feedback può assumere forme diverse, in alcuni casi è:

  • positivo: valorizza competenze e atteggiamenti apprezzati dal selezionatore;
  • costruttivo: mette in evidenza aspetti su cui lavorare;
  • parziale: si concentra solo su alcune aree specifiche del profilo.

Più frequentemente di quanto si vorrebbe, può risultare generico e poco dettagliato. Anche un riscontro apparentemente vago, però, può offrire spunti utili se analizzato con attenzione e con uno spirito aperto al miglioramento.

Un buon approccio consiste nell’ osservare il feedback nel suo insieme e nel tempo, prendendo nota degli elementi che si ripetono in più colloqui e distinguendo tra competenze tecniche e competenze comportamentali. Questo permette di individuare con maggiore chiarezza quali aspetti rafforzare attraverso azioni concrete, come un percorso di formazione mirata, maggiore pratica sul campo o il supporto di un coach o mentor. È fondamentale, inoltre, evitare di vivere il feedback come un giudizio personale: si tratta piuttosto di un’indicazione professionale, utile per orientare le scelte future e crescere in modo più consapevole.

Ricorda che il feedback non definisce il tuo valore come persona o come professionista, ma rappresenta uno strumento prezioso che può aiutarti a costruirlo e consolidarlo nel tempo.

Come chiedere un feedback

Molti candidati si chiedono se sia opportuno chiedere un feedback dopo un colloquio di lavoro. La risposta è sì, a patto che la richiesta venga formulata nel modo corretto. Il momento migliore per farlo è dopo aver ricevuto una risposta ufficiale dall’azienda, in particolare in caso di esito negativo, quando il processo di selezione è chiaramente concluso. La richiesta dovrebbe essere sempre educata e professionale, breve e mirata, oltre che focalizzata sull’apprendimento e sul miglioramento personale. Ad esempio, si può chiedere se ci sono competenze o aspetti specifici su cui lavorare per rendere più efficaci le proprie candidature future.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, chiedere un feedback non è visto come un gesto inopportuno. Al contrario, comunica maturità, interesse reale verso il ruolo e volontà di crescere professionalmente. Questo atteggiamento lascia generalmente una buona impressione anche a selezione conclusa e contribuisce a rafforzare la propria immagine come candidato consapevole e motivato. In alcuni casi, una richiesta di feedback ben formulata può persino aprire la porta a future opportunità o a un possibile inserimento successivo, dimostrando all’azienda un approccio costruttivo e orientato al lungo periodo.