Formazione, talento, pensiero critico e futuro del lavoro al centro dell'intervento del fondatore e CEO di RADAR, tra gli speaker dell'evento internazionale dedicato all'innovazione e all'intelligenza artificiale.
Roma, 14 ottobre 2026 – Ernesto D'Amato, fondatore e CEO di RADAR Consulting Italia, realtà specializzata nella formazione post-laurea e nei servizi HR e Recruiting, ha partecipato in qualità di speaker al Genesis Accel Innovation Summit 2026, ospitato nella prestigiosa cornice di Palazzo Brancaccio a Roma.
L'evento ha riunito figure di primo piano del panorama tecnologico e imprenditoriale internazionale, tra cui John Pagliuca, President & CEO di N-able, Gene Kemp, Principal AI Strategist di AptusPAR, e Spencer Lichtenstein, VP of Product Management di SentinelOne. D'Amato è intervenuto nel panel “Il valore umano nell'era dell'AI: creatività, competenze, cultura e futuro del lavoro”, insieme a Marco Lotito, in un confronto moderato da Alessandra Relmi.
Al centro della riflessione, una questione sempre più rilevante per il mondo della formazione e delle imprese: quali capacità umane diventeranno davvero distintive in un contesto nel quale l'intelligenza artificiale è in grado di generare risposte, contenuti e soluzioni con crescente rapidità?
Uno dei temi centrali del panel ha riguardato il ruolo del pensiero critico e la capacità di formulare domande. L'intelligenza artificiale sta rendendo sempre più accessibili informazioni e conoscenze che fino a pochi anni fa richiedevano competenze specialistiche e tempi di elaborazione considerevoli.
In questo scenario, secondo la prospettiva proposta da D'Amato, la capacità di individuare problemi, formulare interrogativi pertinenti e interpretare criticamente le informazioni assume un'importanza crescente.
«Per molto tempo - racconta D'amato - abbiamo costruito sistemi educativi che premiano soprattutto la capacità di fornire risposte corrette. Oggi dobbiamo chiederci se non sia altrettanto importante insegnare ai giovani a formulare le domande giuste.»
È una riflessione che coinvolge direttamente il modello educativo tradizionale, spesso ancora fondato sulla trasmissione delle conoscenze e sulla loro successiva verifica. La sfida è favorire un apprendimento più attivo, nel quale studenti e professionisti non siano semplici destinatari di informazioni, ma protagonisti del processo di costruzione delle proprie competenze.
Come deve evolvere la formazione in un mercato del lavoro continuamente trasformato dalle tecnologie? Per il CEO di RADAR, il compito delle istituzioni formative non può esaurirsi nell'insegnamento delle competenze attualmente richieste dalle imprese. Le organizzazioni stesse, infatti, devono confrontarsi con cambiamenti tecnologici e professionali la cui evoluzione non è sempre prevedibile. Diventa quindi fondamentale affiancare alla preparazione specialistica lo sviluppo di competenze trasversali: autonomia, capacità di apprendimento continuo, pensiero critico, adattabilità e problem solving.
«Non possiamo sapere con certezza - spiega D'Amato - quali professioni esisteranno tra vent'anni. Possiamo però preparare le persone a continuare a imparare, anche quando le competenze acquisite oggi non saranno più sufficienti.»
Questa visione riflette la missione di RADAR, che attraverso la propria Academy accompagna ogni anno circa 1.500 allievi in percorsi di formazione post-laurea orientati all'ingresso e allo sviluppo nel mondo del lavoro. L'obiettivo non è soltanto favorire l'occupabilità immediata, ma contribuire alla costruzione di professionalità capaci di evolvere nel tempo.
L'utilizzo dell'AI nei percorsi educativi introduce nuove opportunità, ma solleva anche interrogativi sul modo in cui le persone sviluppano le proprie capacità. Gli strumenti di intelligenza artificiale possono supportare l'apprendimento, personalizzare i contenuti e facilitare l'accesso alle informazioni. Tuttavia, ottenere rapidamente una soluzione non equivale necessariamente ad aver compreso il problema. L'apprendimento richiede anche sperimentazione, confronto, esercizio e possibilità di sbagliare.
Per questo, l'integrazione dell'AI nella formazione dovrebbe essere progettata per potenziare il ragionamento umano, anziché sostituirlo sistematicamente. Una prospettiva che invita a ripensare tanto le metodologie didattiche quanto i criteri attraverso i quali vengono valutate le competenze.
Un ulteriore tema affrontato nel confronto ha riguardato la capacità delle organizzazioni di riconoscere e valorizzare il talento. L'esperienza di D'Amato nel settore della selezione del personale e dell'orientamento professionale offre una prospettiva concreta su un limite dei tradizionali processi di valutazione: la tendenza a privilegiare caratteristiche facilmente osservabili, come sicurezza comunicativa, linearità del percorso professionale e aderenza a modelli prestabiliti. Ma il potenziale di una persona non coincide necessariamente con la sua capacità di emergere durante un colloquio. Percorsi non convenzionali, differenti modalità di apprendimento e capacità di ragionamento originali possono rappresentare risorse preziose per le organizzazioni. L'intelligenza artificiale potrà contribuire a migliorare alcuni processi di valutazione, ma soltanto se utilizzata con attenzione ai rischi di riprodurre o amplificare pregiudizi già esistenti.
L'automazione di attività e processi rappresenta una delle trasformazioni più significative introdotte dall'intelligenza artificiale nelle imprese. Questo cambiamento non riguarda soltanto la produttività, ma anche il modo in cui i professionisti percepiscono il proprio ruolo e la propria utilità. La sfida per le aziende consiste nell'accompagnare l'evoluzione delle competenze, favorendo nuove responsabilità e opportunità di crescita. In questa prospettiva, il valore di un professionista non può essere misurato esclusivamente sulla base delle attività che svolge o della sua indispensabilità all'interno di un processo. Assumono crescente importanza la capacità di contribuire ai risultati, trasferire conoscenze, collaborare e adattarsi a nuovi contesti. L'innovazione tecnologica richiede quindi anche un'evoluzione della cultura organizzativa e dei modelli di leadership.
La partecipazione di Ernesto D'Amato al Genesis Accel Innovation Summit si inserisce nel percorso di RADAR volto a rafforzare il dialogo tra formazione, imprese e trasformazioni del mercato del lavoro. Attraverso le attività di RADAR Academy e RADAR Recruiting, l'azienda opera nel collegamento tra sviluppo delle competenze, orientamento professionale e fabbisogni delle organizzazioni. Il confronto sull'intelligenza artificiale rappresenta un'occasione per ribadire un principio centrale: l'innovazione produce valore duraturo quando è accompagnata dalla crescita delle persone. La sfida dei prossimi anni non sarà soltanto comprendere quali attività potranno essere automatizzate, ma soprattutto individuare quali capacità umane dovranno essere sviluppate e valorizzate. Perché il futuro del lavoro non dipenderà esclusivamente dall'evoluzione delle tecnologie, ma anche dalla qualità delle scelte educative, imprenditoriali e culturali che saremo capaci di compiere oggi.
Chi è Ernesto D'Amato
Ernesto D'Amato è il fondatore e CEO di RADAR Consulting Italia, società italiana attiva nella formazione post-laurea, nel recruiting e nello sviluppo delle competenze professionali. Fondata nel 2010, RADAR ha formato complessivamente circa 8.000 allievi e collabora con aziende nazionali e internazionali per favorire l'incontro tra formazione e mercato del lavoro.