I lavori più richiesti dalle aziende nel 2021

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Il 2021 è ormai iniziato e con esso prende il via un mercato del lavoro contrassegnato dalla richiesta di professionisti con competenze molto verticali. Nello specifico, i nuovi occupati dovranno essere in grado di cogliere le sfide derivanti dall’avanzare di specifiche tecnologie come l’intelligenza artificiale e l’automazione industriale. Indubbiamente, Covid e quarantena hanno contribuito a orientare tutte le attività della nostra vita al web. 

Se fino a poco tempo fa, di rado facevamo un acquisto online oppure seguivamo un corso sul pc, da marzo l’online ha completamente ridefinito le nostre abitudini, trasferendo le operazioni che generalmente eravamo soliti svolgere fuori casa direttamente sul pc o smartphone. Alla luce di tali considerazioni, anche il mercato del lavoro dovrà adattarsi alle sfide della rete. Quindi, quali saranno i lavori più richiesti nel 2021? 

Lo studio prende in esame i dati sul fabbisogno e le previsioni occupazionali nel periodo 2019 – 2023 contenuti nell’annuale rapporto Excelsior confezionato da Unioncamere e Anpal. Per quanto riguarda i lavori più richiesti nel 2021, l’analisi fa leva sulla formazione, quale strumento imprescindibile per lo sviluppo delle aziende e dei liberi professionisti.

Lavoro nel 2021: le nuove posizioni lavorative

In base a quanto riporta Il Sole 24 Ore, ai nuovi occupati verranno richieste soft skills quali il personal branding, la curiosità, il networking e l’empatia. Ma saranno soprattutto la rivoluzione digitale e l’eco-sostenibilità a trainare i lavori più richiesti nel 2021. Perfino i mestieri tradizionali andranno incontro alla digital transformation, il che implica doversi adeguare a competenze del tutto nuove. Tra i lavori più richiesti nel 2021, ci sarà il private banker.  Si tratta di una figura professionale incaricata alla gestione di ogni esigenza finanziaria, assicurativa e previdenziale. Il private banker si occupa, quindi, della gestione completa del patrimonio attraverso soluzioni personalizzate, servizi e tecnologie della banca.

Anche la posizione del Data Protection Officer rientra tra i lavori più richiesti nel 2021, un ruolo con specifiche competenze in ambito informatico, giuridico, di valutazione del rischio e di analisi dei processi. L’osservazione, la valutazione e la gestione del trattamento dei dati personali sono i compiti principali del Data Protection Officer. Tra i lavori più richiesti nel 2021, non mancano poi i digital e social media manager, il business developer e lo sviluppatore di software. 

Il social media manager è una figura che lavora con i social, gestisce una o più piattaforme in base a specifiche esigenze. I canali utilizzati possono appartenere ad un’azienda oppure ad un libero professionista. Il business developer manager, invece, è quella figura a stretto contatto con gli altri membri del management al fine di apportare miglioramenti all’aspetto finanziario e commerciale dell’azienda per la quale lavora. 

Quanto allo sviluppatore di software, parliamo di un’altra figura che rientra tra i lavori più richiesti nel 2021, la quale ha a che fare con lo sviluppo e la ricerca nel settore dell’informatica. Il suo compito è quello di elaborare specifiche scritture e codificazioni in linguaggi informatici in base a vari tipi di software. Degna di attenzione è anche la figura dell’e-commerce specialist, quale professionista che si occupa della messa in campo di soluzioni per la vendita online di prodotti e servizi. Una figura che deve avvalersi di competenze informatiche e operative per quanto riguarda l’attività di e-commerce.

Lavori più richiesti nel 2021: i settori di tendenza

Saranno le imprese digitali a offrire buone prospettive occupazionali. Saranno richiesti tra i 210mila e 267mila lavoratori con competenze matematiche e informatiche per i lavori digitali. Si tratta, quindi, di professionisti nell’analisi dei dati (data scientist) e nell’ambito della sicurezza informatica e dell’intelligenza artificiale. Tra i lavori più richiesti nel 2021, ci saranno anche i “green jobs”, vale a dire quelle attività legate a settori quali agricoltura, manifatturiero, ricerca e sviluppo, amministrazione e servizi con l’obiettivo di tutelare o restaurare la qualità ambientale. 

Analizzando ancor più nello specifico il report di Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal, in riferimento ai lavori più richiesti nel 2021, è possibile evidenziare come all’interno della filiera “salute e benessere”, il principale settore per fabbisogno di occupati sarà quello della sanità e assistenza sociale: nel quinquennio 2019 – 2023 ricercherà tra 363.000 e 383.000 unità, distinguendosi per il più elevato tasso medio annuo di fabbisogno in entrambi gli scenari(compreso tra il 3,6% e il 3,7%). 

L’istruzione e servizi formativi, con una richiesta compresa tra 215.000 e 245.000 lavoratori, spiega la maggior parte del fabbisogno occupazionale della filiera “education e cultura”, con tassi elevati di fabbisogno (2,8-3,2%). Per il comparto riconducibile ai servizi dei media e della comunicazione (stampa, editoria, radio-tv) – spiegano Unioncamere e Anpal – il fabbisogno atteso si attesta, nei due scenari, tra 4.300 e 6.200 unità.

Nella filiera della “meccatronica e robotica”, spicca l’industria di macchinari e attrezzature per la domanda di occupati che esprimerà nei prossimi cinque anni tra 83.000e 96.000 unità, posizionandosi al primo posto tra i settori dell’Industria manifatturiera. Per i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio, che definiscono la filiera “mobilità e logistica”, – si legge nel report – il tasso medio annuo di fabbisogno potrà variare nei due scenari di contesto tra l’1,9% e il 2,2%. 

Nella filiera “energia”, il principale settore è quello delle public utilities, che ricercherà circa 50.000 occupati nel quinquennio 2019-2023. Considerando i tassi complessivi di fabbisogno settoriali, presentano valori sopra la media anche i seguenti settori: servizi avanzati (2,9-3,1%), servizi operativi (3-3,1%), informatica (2,8-2,9%) e turismo-ristorazione (2,8-2,9%), che sono i comparti con maggiore dinamica occupazionale attesa. Infine, l’informatica e il turismo sono gli unici settori caratterizzati da un tasso di expansion demand superiore a quello relativo alla replacement demand.

 


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