FORMAZIONE: LA CHIAVE PER IL LAVORO

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di Paola Cacace, Corriere del Mezzogiorno 31 01 2022

L’esperienza di Radar Academy con dieci sedi in Italia
In portfolio master in Digital & Social Media ma anche in Marketing

Che ci sia la pandemia o meno a fare la differenza quando si parla di lavoro e professionalità è sempre l’alta formazione, opportunamente seguita da uno stage ad hoc per diventare più «appetibili» ai datori di lavoro dimostrando di possedere competenze ed esperienze adeguate.

Non a caso la società di ricerca e selezione del personale Radar Consulting Italia da marzo 2020 a marzo 2021 ha visto migliaia di giovani provenienti dai master organizzati dalla propria Business School, la Radar Academy, entrare nel mondo del lavoro.

Il tutto in un panorama in cui il paradigma del lavoro stesso è cambiato, tra smart working, south working e l’importanza di una formazione pratica tra soft skills e digitale. Competenze che non vedono differenze particolari tra Nord e Sud tanto che sono sempre di più le scuole di Management che decidono di puntare su un sapiente mix di territorialità, con sedi fisiche, e digitale. Come la Radar Academy, nata dalla società di recruiting e talent acquisition Radar Consulting Italia, fondata nel 2010 dal suo attuale Ceo, Ernesto D’Amato, nella sua regione d’origine, l’Abruzzo e poi diffusasi su tutto il territorio nazionale. Ad oggi in particolare i Master dell’Academy sono erogati in 10 città d’Italia, Pescara e poi Milano, Torino, Verona, Bologna, Roma e scendendo verso Sud Napoli, Salerno, Bari e Catania a cui presto si aggiungerà probabilmente anche una sede a Cagliari e un’altra in Sicilia, a Palermo dove hanno già iniziato a erogare i master in presenza.

Master che vanno da quello in Digital&Social Media Recruiting, a quello in Hr Legal & Labour Relations, e ancora a quello in e-commerce e Digital Marketing, o in Sales & Marketing Management, o ancora in Finanza, Auditing e Controllo di Gestione. E in effetti secondo quanto stimato dalla società questi master, mix tra teoria e pratica grazie a un sistema di stage curriculari, rispondono a esigenze trasversali necessarie ai settori produttivi di maggior sbocco come l’alimentare, il farmaceutico, l’hi-tech, i trasporti, il bancario, l’assicurativo, l’energia, l’arredamento 3 servizi in generale.

Dal punto di vista delle professionalità e delle mansioni i maggiori sbocchi occupazionali hanno riguardato: HR Specialist, Selezionatori, Formatori, Legal and Corporate Affair, Cost Controller, Key Industry Advisor, Talent Acquisition Specialist, HR Legal e Relazioni Sindacali, Responsabile Formazione del personale, Addetti alle politiche attive del lavoro, Sales Account, Addetti all’amministrazione del personale.

Figure che non mancano certo tra i ragazzi del Sud, visto che sono circa il 60% i diplomati a uno dei master della Radar Academy che provengono dal Meridione. Meridione che innegabilmente è stato il protagonista, in seguito alla pandemia, del cosiddetto fenomeno del south working. In poche parole, il lavoro a distanza «a misura di Sud» che permette a molti ragazzi di lavorare per grandi realtà fuori dalla propria regione d’origine pur dalla comodità di casa loro. South working che ovviamente fa parte del più generale smart working.

Attualmente, secondo una ricerca pubblicata a giugno scorso dalla Radar Academy, ci sono oltre 7 milioni di lavoratori agili, ossia il 32% del totale rispetto ai 500mila prima del Covid. Il lavoro da remoto, tuttavia, è stato solo un tassello di un intero processo lavorativo che si è svolto a distanza: dalla ricerca, al colloquio di lavoro per giungere all’assunzione e allo svolgimento dell’attività lavorativa, per una percentuale significativa di persone tutto si è svolto a distanza, senza incontrarsi mai «di persona». Nello specifico della ricerca emerge che durante il periodo di pandemia la ricerca di lavoro per il 71% degli intervistati è avvenuto solo tramite canali online e a distanza, per il 26% sia online che in presenza e solo per il 2,8% solo tramite canali fisici. Il colloquio di lavoro nel 51,4% dei casi è avvenuto solo da remoto e per il 31% in entrambe le modalità (a distanza e in presenza) mentre solo il 16,9 % in presenza in azienda. I colloqui da remoto si sono svolti principalmente sulle piattaforme di Zoom (44%) e Teams (23,2%) ma anche su WhatsApp (circa 7%). E non a caso su questo alla Radar oltre a implementare la possibilità del cosiddetto smart learning hanno dedicato ore al recruiting digitale, con la consapevolezza di un rapporto tra domande e offerta in rapida trasformazione.
E tornando ai dati coloro che hanno superato la fase di colloquio e sono stati successivamente assunti per il 63,1% la modalità di lavoro si è svolto tutta o in parte in smart working mentre solo il 36,9% ha svolo il lavoro in azienda. Anche la formazione è smart. La rituale attività formazione in ingresso si è svolta per il 74,6% in smart learning, ossia a distanza, contro il 35,4% svolta in presenza.

Resta la differenza dello stage che diventa la vera svolta per molti ragazzi. Secondo quanto detto dagli esperti di Radar Academy il 30% dei loro studenti restano addirittura a lavorare per l’azienda per la quale hanno fatto lo stage. Invece più del restante 60% riceve un’offerta più allettante da un’altra azienda.

Il Ceo Ernesto D’Amato
«La teoria conta, ma servono soprattutto competenze»

La formazione è l’unico ingrediente che fa la differenza quando si parla di ingresso nel mondo del lavoro, e una soddisfazione nella propria vita professionale. A patto che la formazione non sia meramente teorica bensì esperienziale, ossia con una buona parte di pratica garantita da stage curriculari ad hoc». A parlare è Ernesto D’Amato, Ceo di Radar Consulting società di ricerca e selezione del personale che tra le sue anime ha la Radar Academy.

Nord e Sud. C’è una differenza che individua quando si parla di formazione e ingresso nel mondo del lavoro?

«L’unica differenza, ma fondamentale, è nelle tempistiche. Al nord ci si muove mediamente prima. Si finisce mediamente prima l’università, ci fa un master e si entra giovanissimi nel mondo del lavoro. Al Sud si tende ancora troppo a pensare a cose come il voto di laurea. Ci si laurea con voti più alti ma magari a 26 o 27 anni. Troppo tardi per poter fare leva su una delle caratteriste più attrattive per le aziende: la giovane età di chi cerca lavoro».

Il mondo del lavoro è in rapida evoluzione. Ancor più in seguito alla pandemia. Su cosa puntare quando si parla di formazione? Sul digitale?

«Dipende. Le competenze digitali sono decisive, ma per noi adulti che abbiamo già esperienza, lavoriamo e stiamo vivendo un cambiamento, quello verso le skills tecnologiche. I più giovani invece masticano digitale h24 quindi hanno bisogno di altre competenze. Come le soft skills: flessibilità creatività, comunicazione e interazione, competenze analitiche e soprattutto la capacità di lavorare in team e un’attitudine alla leadership.
Per questo nei master di Radar Academy abbiamo inserito, praticamente da sempre, dei moduli specifici sulle competenze trasversali. Più adatte al nostro target».

Ossia?

«La generazione Z. Ragazzi che escono dall’università con una preparazione di base teorica ma senza alcune competenze decisive per lavorare. Competenze che vogliamo far acquisire a questi giovani velocemente grazie a quello che in questi anni si è rivelato un binomio vincente: master e stage. Un binomio in grado di trasformare la loro personalità professionale colmando oltre al gap di competenze quello di esperienze.E soprattutto un sistema che mette in contatto i ragazzi già con quelli che sono i principali attori del mondo del lavoro: le imprese».

Questo in tempi di lavoro da remoto?

«Siamo riusciti, con grande impegno, a trasferire i moduli formativi sul digitale grazie al live streaming che, a differenza di video-lezioni registrate riesce a mantenere l’interazione umana, sebbene a distanza come lo streaming. Inoltre, visto che la tendenza principale oggi vede lo smart working protagonista anche del futuro post-pandemia lo smart learning è una buona palestra. Ed è un modo perraggiungere chi vive lontano dai grandi centri fornendo loro un’alta formazione di qualità. Si dice che il talento è ovunque le opportunità no. Ed è per questo che con Radar Academy vogliamo essere capillari, aprendo sedi nelle principali città d’Italia e raggiungendo gli angoli più remoti d’Italia grazie all’online».

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