Differenza tra Master e Magistrale

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Esami universitari, attese, tensioni, dubbi sul proprio futuro. Sono questi alcuni degli elementi che accomunano chi ha intrapreso un percorso universitario e si trova a valutare la differenza tra un master e una laurea magistrale. Ma qual è la scelta giusta? Conviene scegliere un Master oppure seguire un ulteriore percorso di specializzazione?

Domande più che legittime per chi ha intenzione di investire sul proprio futuro. Tuttavia, prima di scoprire quella che può essere definita la differenza tra un master e una laurea magistrale, occorre valutare tre importanti aspetti. Ecco di cosa parliamo:

  • Scelta di un Master o di una laurea magistrale in linea ai nostri obiettivi e aspirazioni;
  • Valutazione delle aziende partner del corso che intendiamo scegliere (c’è la possibilità di fare uno stage al termine del nostro percorso di studi?);
  • Riconoscere l’eventuale mismatch, ovvero la mancata corrispondenza tra domanda e offerta. 

Vale più un Master o una Laurea Specialistica?

Chiaramente, per comprendere la differenza tra un master e una laurea magistrale, è doveroso fare una premessa. Mentre una laurea magistrale è una scelta volta a rafforzare e ad ampliare il proprio background al termine di una laurea triennale, il master è un percorso incentrato su temi pratici e inerenti ad esperienze sul campo. Comprendere pienamente la differenza tra un master e una laurea magistrale significa anche non sottovalutare le diverse tipologie di percorsi di studio. 

Se da un lato troviamo i master universitari, consigliabili soprattutto per chi si troverà a sostenere un concorso pubblico, dall’altro figurano i master non universitari, i quali contribuiscono a rendere maggiormente competitivo un potenziale candidato durante la fase di selezione in azienda. Ad oggi, infatti, non possiamo trascurare l’importanza che i responsabili delle risorse umane attribuiscono ad un percorso di perfezionamento dal taglio esperienziale. Ecco perché diviene fondamentale conoscere la differenza tra un master e una laurea magistrale. 

Cosa cercano le aziende

Prepararsi per un colloquio di lavoro implica presentare la versione migliore di sé stessi. Conoscere la differenza tra un Master e una laurea magistrale non è affatto un’operazione di poco conto. Tuttavia, da sola non basta. Come non pensare, a tal proposito, a preparare un cv che catturi l’attenzione del nostro recruiter?

Per farlo, non basta soltanto fare leva sulle richieste di un’azienda in merito ad una determinata posizione, ma dare risalto anche alle proprie attitudini personali. Fondamentale, a tal proposito, è accompagnare al nostro curriculum vitae una lettera di presentazione dettagliata, che valorizzi i motivi che ci spingono a candidarci per quel determinato ruolo aziendale. 

Prima di affermarci al meglio sul mercato del lavoro, se da un lato abbiamo preso in considerazione la differenza tra un Master e una laurea magistrale, dall’altro non possiamo tralasciare quelli che sono gli aspetti che in fase di selezione non passano inosservati agli occhi di un recruiter.

Uno degli elementi che si rivela imprescindibile sul lavoro è la resilienza, ovvero la capacità di reagire in maniera proattiva di fronte a imprevisti, difficoltà e pericoli. Ma come riuscire ad acquisirla? Scopriamo, quindi, quali sono i fattori chiave durante la fase di selezione, seguendo alcuni spunti forniti dal blog magazine Bianco Lavoro:

  • Essere coraggiosi, ovvero riuscire ad andare contro gli schemi e saper apportare un valore aggiunto in azienda senza remore. Il cambiamento, a volte, spaventa, ma ancor più pericoloso è rimanere per sempre nella stessa posizione. Avere il coraggio di prendere in mano le redini di una situazione in azienda può davvero essere un punto a nostro favore;
  • Accettare il fallimento. Nella vita, nessuno è immune da errori. Lo sanno bene i recruiter che, spesso, si trovano davanti a candidati che, per timore, tendono a non raccontare davvero le cose per come stanno, evitando così di spiegare il motivo per cui hanno vissuto un’esperienza fallimentare con alcune aziende. Questo tipo di comportamento in realtà è un’arma a doppio taglio, in quanto denota mancanza di fiducia nei confronti del nostro interlocutore e allo stesso tempo di onestà intellettuale. Accettare una sconfitta è in realtà il primo passo per essere forti;
  • Puntare al meglio. La perfezione, naturalmente, non esiste. Quel che però possiamo fare per essere resilienti è lavorare nel modo migliore possibile, raggiungendo gli obiettivi che ci siamo prefissati e ottimizzando tempi e risorse a nostra disposizione, in modo tale da essere soddisfatti del nostro operato. Durante una giornata lavorativa, possono essere molti gli imprevisti pronti a spuntare sempre dietro l’angolo. Quel che conta è avere la consapevolezza che le attività che svolgiamo seguono la nostra volontà, in linea con gli obiettivi aziendali;
  • Umiltà. La presunzione non paga mai. Riconoscere i propri limiti e accettare che quando ci confrontiamo con il nostro interlocutore possiamo trovarci di fronte ad una persona più preparata di noi e quindi di fronte ad un vero professionista, sono le prime azioni che si rivelano fondamentali in termini di assunzione. Non dobbiamo vergognarci di ammettere i nostri errori, ma semplicemente dimostrare di avere quella dose di umiltà, che ci spinge ogni giorno a migliorare il nostro background, nonché la nostra personalità.

Dopo aver appreso la differenza tra un Master e una laurea magistrale e alcune delle caratteristiche di cui un potenziale candidato non dovrebbe far a meno prima di presentarsi ad un colloquio di lavoro, è utile anche ribadire l’importanza delle proprie aspirazioni. Non possiamo rispondere in maniera esaustiva a chi dovesse chiederci qual è la reale differenza tra un master e una laurea magistrale o meglio se un master vale più di una laurea specialistica.

Quello di cui, però, possiamo avvalerci sono i numeri, quelli derivanti da fonti attendibili che ci indicano in termini statistici le percentuali occupazionali, i percorsi migliori da intraprendere e le aree sulle quali investire. Infine, bisogna fare riferimento anche alle nostre aspirazioni. Non possiamo seguire soltanto le statistiche, quanto piuttosto credere ogni giorno nelle nostre potenzialità per raggiungere al meglio i nostri obiettivi.

 


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