Cosa fare dopo giurisprudenza: gli sbocchi alternativi alla professione legale

Condividi su linkedin
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Quale lavoro scegliere dopo un percorso accademico in Giurisprudenza? La laurea è per certi aspetti un trampolino di lancio attraverso cui intraprendere nuovi percorsi professionali e scoprire le sfide che si presentano sul mercato del lavoro.  Ma quali sono gli sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza? Conoscere le opportunità occupazionali garantite da questo percorso di studi è fondamentale per evitare di compiere scelte che possano soltanto rivelarsi dispendiose.

Lavorare con la laurea in Giurisprudenza: quali professioni?

Avvocato, notaio e magistrato sono soltanto alcuni degli sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza. Ma non bisogna sottovalutare ampie possibilità di carriera anche per quanto riguarda la consulenza bancaria o assicurativa. Con questo tipo di laurea possiamo accedere a concorsi nella pubblica amministrazione oppure affermarci sul mercato del lavoro da liberi professionisti. Scoprire gli sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza, dunque, è davvero fondamentale

Per diventare avvocato il primo step è conseguire una laurea in Giurisprudenza, per poi avviare la pratica forense presso uno studio legale di un avvocato, il quale deve essere iscritto da almeno 5 anni all’albo professione degli avvocati. Dopo il tirocinio, in base a quanto riporta la testata ‘La Legge per tutti’, il praticante è tenuto a svolgere l’esame di abilitazione professionale.

L’esame prevede una prova orale e tre prove scritte. Intraprendere la carriera della magistratura implica, invece, il superamento di un concorso pubblico per esami e il possesso di alcuni requisiti dopo una laurea in Legge, quali:

  1. Il diploma presso una scuola di specializzazione per le professioni legali;
  2. Il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  3. Il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica;
  4. Un tirocinio presso gli uffici giudiziari oppure 18 mesi di stage presso l’Avvocatura dello Stato.

Diventare notaio, invece, significa superare un concorso pubblico bandito dal Ministero della Giustizia. Il punto di partenza rimane il medesimo: la laurea in Legge, la quale necessita di essere accompagnata da un percorso pratico in uno studio notarile per 18 mesi e da un concorso pubblico gestito dal Ministero della Giustizia. Conoscere, dunque, i principali sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza è imprescindibile per orientarci al meglio sulle innumerevoli sfide che ogni giorno il mercato del lavoro ci presenta. A tal proposito, non dobbiamo dimenticare che un laureato in Legge può accedere anche all’agenzia delle Entrate, Inps, Prefettura, Banca d’Italia attraverso concorsi pubblici.

Entrare nelle Risorse Umane dopo Giurisprudenza

Lavorare nel dipartimento HR con una laurea in Giurisprudenza è un’altra scelta valida per chi ha intenzione di cimentarsi nel settore delle risorse umane. Ogni impresa, infatti, necessita di avvalersi di una figura legale che garantisca il buon funzionamento dell’intera struttura organizzativa in termini burocratici e amministrativi. Gli sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza sono sempre più variegati. 

Un background legislativo si rivela indispensabile nell’ambito delle risorse umane al fine di migliorare la produttività, il livello di soddisfazione e il raggiungimento degli obiettivi dell’azienda. Nelle grandi imprese una figura professionale con una laurea in Legge può fungere da punto di riferimento nei confronti di un intero team di collaboratori. Tuttavia, è bene sapere che una semplice infarinatura di quelli che possono essere gli sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza non basta in ambito HR. Bisogna tenersi costantemente aggiornati su tutte le evoluzioni che avvengono sul mercato del lavoro per via dell’avvento della trasformazione digitale.  

Una delle attività particolarmente interessanti nel settore HR è l’Employer Branding, una strategia che ha l’obiettivo di definire l’immagine di un’azienda, nonché la sua reputazione. Si tratta quindi di un’operazione che ha molto a che fare con tutte quelle attività orientate a rafforzare la credibilità e la spendibilità di un’azienda.

Ma cosa c’è dietro una strategia di Employer Branding? Scopriamo alcuni passaggi che compongono un’efficace attività di Employer Branding:

  1. Individuare le migliori risorse secondo gli obiettivi che un’azienda ha intenzione di raggiungere;
  2. “Convertire” gli attuali dipendenti in brand ambassador, ovvero quei professionisti incaricati ad aumentare l’immagine di un marchio;
  3. Essere attrattivi verso nuovi clienti mediante i feedback dei lavoratori.

Oltre ad avere un’idea in linee generali sugli sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza, è opportuno anche comprendere come un percorso universitario da solo non sia sufficiente. Le nozioni teoriche per rivelarsi spendibili sul lavoro devono essere accompagnate da un’esperienza pratica. Questa può essere effettuata scegliendo percorsi post laurea ad hoc, come ad esempio un Master in Risorse Umane, che dia la possibilità di testare sul campo quanto appreso in aula, grazie alle aziende partner con cui è in collegamento l’ente erogatore.  

Sugli sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza pesano molto anche le attitudini personali. Avere buone capacità comunicative e di ascolto rappresentano dei punti di forza per un potenziale candidato che si appresta ad entrare nel mondo delle risorse umane. Prestare ascolto ad una conversazione, porsi in maniera adeguata di fronte all’interlocutore e analizzare anche aspetti non verbali, sono soltanto alcune piccole operazioni di cui tener conto. 

Occorre poi che un professionista HR sia in grado di mantenere una squadra unita per portare un’azienda al successo. Chiaramente, ciò significa anche possedere buone doti organizzative, oltre che comunicative. Ecco perché conoscere soltanto gli sbocchi lavorativi con una laurea in Giurisprudenza soprattutto in ambito HR non è sufficiente. Se vogliamo davvero catturare l’attenzione di un potenziale recruiter, dobbiamo avvalerci di soft skills che contribuiscono ad accrescere il nostro background e, di conseguenza, anche le nostre competenze.

 


Vuoi approfondire maggiormente gli sbocchi lavorativi dopo Giurisprudenza? Contatta una delle nostre Career Coach utilizzando il form sopra. Se ti interessa il mondo HR scopri di più sul nostro Master in Management delle Risorse Umane.