Cosa fare dopo giurisprudenza: gli sbocchi lavorativi

Condividi su linkedin
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Se in passato avere una laurea in Giurisprudenza significava intraprendere una carriera come avvocato, notaio e magistrato, ad oggi le cose sono cambiate. Ci sono, infatti, numerosi sbocchi alternativi altrettanto gratificanti. Considerando che l’attuale mercato del lavoro è sempre di più alla ricerca di figure professionali all’avanguardia, occorre tenere in considerazione i nuovi sbocchi alternativi per i laureati in Giurisprudenza.

“Dopo giurisprudenza non voglio fare l’avvocato”

Saper cogliere le sfide del mercato del lavoro, identificandone le reali opportunità, rappresenta il primo step per essere vincenti rispetto ai nostri principali competitors.  Individuare degli sbocchi alternativi dopo una laurea in Giurisprudenza è un’opportunità dalla quale possiamo trarre preziosi vantaggi. Uno tra questi è saper rispondere in maniera corretta alle offerte lavorative. Ecco alcuni semplici passaggi per scoprire gli sbocchi alternativi dopo una laurea in Giurisprudenza: 

  • Acquisire le giuste competenze sulle professioni maggiormente richieste dal mercato del lavoro;
  • Identificare nuove nicchie di mercato;
  • Garantire qualcosa di innovativo, che ci renda unici.

Tra gli sbocchi lavorativi dopo una laurea in Giurisprudenza emerge la figura del giurista d’impresa, alla quale vengono richieste specifiche competenze in materia legale ed economica e che si distingue per spiccate capacità manageriali. Il giurista d’impresa ha a che fare principalmente con la gestione degli interessi di natura giuridica dell’impresa in cui lavora. Anche la posizione del Data Protection Officer rientra tra gli sbocchi alternativi dopo una laurea in Giurisprudenza. Il DPO, grazie a un background giuridico, informatico, di risk management e di analisi dei processi, è incaricato all’osservazione, valutazione e gestione del trattamento di dati personali e alla loro tutela.

Giurisprudenza sbocchi lavorativi

Non solo l’avvocato. Chi ha in tasca una laurea in Giurisprudenza potrà un giorno ricoprire importanti ruoli professionali in settori come quello delle Risorse Umane, assicurativo, nel Ministero della Giustizia o perfino in ambito criminologico. Accanto agli sbocchi lavorativi dopo una laurea in Giurisprudenza, possono essere affiancate le professioni tradizionali. Tra queste ne citiamo alcune:

  • Avvocato, quale consulente legale esperto in diritto e abilitato all’esercizio della professione, il cui compito è quello di verificare che vengano applicate le leggi in vigore, per porre rimedio a specifiche problematiche oppure per difendere gli interessi dei propri clienti, anche rappresentandoli nei tribunali;
  • Consulente banking, una figura professionale che utilizza i canali digitali per entrare in contatto con i clienti o gli utenti di un determinato servizio. Un ruolo particolarmente richiesto nel settore bancario;
  • HR Manager, vale a dire quella figura a cui è richiesto di seguire le risorse umane in tutti i processi in cui vengono inserite, dalla loro selezione alla loro permanenza all’interno dell’azienda. In particolare, l’HR Manager deve riuscire a coniugare gli interessi dell’impresa con quelli del lavoratore;
  • Notaio, ovvero un pubblico ufficiale che ha l’obiettivo di autenticare e garantire la validità giuridica degli atti stipulati tra vivi e dei testamenti di ultime volontà, attribuendogli pubblica fede;
  • Agenzie non governative. Una laurea in Giurisprudenza può rivelarsi del tutto utile anche per garantire una corretta comprensione delle problematiche affrontate da un’agenzia non governativa, pur non lavorando nell’ufficio legale;

Oltre a conoscere gli sbocchi lavorativi per i laureati in Giurisprudenza, nonché le professioni tradizionali legate a questo percorso, è importante notare come diviene prioritaria la formazione di figure professionali all’avanguardia, capaci cioè di rispondere a quello che chiede il mercato del lavoro. Avere soltanto una laurea in Giurisprudenza in tasca non basta.

Considerando anche la presenza di molteplici sbocchi alternativi per i laureati in Giurisprudenza occorre formarsi ulteriormente con un percorso di alta formazione da un taglio meramente esperienziale, come i master, ad esempio. Una scelta valida per mettere in pratica quanto appreso nel proprio percorso e affrontare con successo le sfide che la digital transformation ogni giorno ci propone.  

Alle porte del mondo del lavoro possono accedere con maggiore facilità coloro che cercano sbocchi alternativi in Giurisprudenza. Considerando che il diritto è un aspetto presente in ogni aspetto della nostra vita quotidiana, è evidente che i professionisti di questo settore possono collocarsi più facilmente proprio dove viene richiesta la presenza di una figura che conosca le leggi e la loro applicazione. Oltre a conoscere gli sbocchi lavorativi in Giurisprudenza, bisogna prende atto anche delle attitudini personali. Questo perché grazie ad una buona dose di volontà e alla proattività, è possibile inserirsi con maggiore rapidità nell’attuale mercato del lavoro, raggiungendo con successo gli obiettivi prefissati e superando eventuali problematiche.

 


Vuoi approfondire maggiormente gli sbocchi lavorativi dopo Giurisprudenza? Contatta una delle nostre Career Coach utilizzando il form sopra. Se ti interessa il mondo HR scopri di più sul nostro Master in Management delle Risorse Umane.