Consigli per spiccare durante il colloquio di lavoro

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Con la pandemia, anche il colloquio di lavoro è cambiato. Per via dello smart working, catturare l’attenzione di un recruiter non è un’operazione di poco conto. Zoom, Meet, Teams, WhatsApp. Chissà quante volte negli ultimi mesi ti sarà capitato di avere a che fare con almeno una di queste piattaforme, anche per un colloquio di lavoro. Ma oltre a saper utilizzare tali strumenti è importante che tu riesca ad emergere anche durante un colloquio a distanza. Come fare?

Cinque cose da sapere per emergere durante un colloquio

La prima cosa da fare è prestare attenzione al linguaggio del corpo, uno dei principali oggetti di valutazione del recruiter. Non potendo vederti dal vivo, è necessario che tu riesca a rivolgere lo sguardo verso il recruiter attraverso il monitor del tuo pc o device, mantenere un tono formale e assicurarti di avere una buona connessione ad Internet. (Per un approfondimento su questo tema leggi i vantaggi del colloquio on line).

Altro aspetto su cui puntare è la cura dell’abbigliamento: non ricorrere a vestiti troppo formali, utilizza una stanza/ sfondo professionale ed evita rumori di sottofondo che potrebbero infastidire la conversazione. E’ sconsigliabile svolgere colloqui in presenza di altre persone, in quanto le informazioni scambiate, seppur a distanza, sono riservate.  Per quanto il colloquio a distanza possa ottimizzare i tempi relativi al processo di selezione, non tutti sono abituati a parlare davanti ad una webcam. Ma se riesci ad attenerti a queste piccole, ma fondamentali indicazioni, sei già a buon punto.

Ok, conosco i principali passaggi da seguire per spiccare durante un colloquio, ma come posso realmente valorizzare le mie competenze? In base a quanto emerge da un articolo de ‘Il Corriere della Sera’, è inutile mandare centinaia di curricula via mail ripetutamente. Vale la pena, invece, concentrarsi sulle seguenti operazioni:

  • Puntare su una serie di canali, quali social network, quotidiani, fiere di settore;
  • Utilizzare informazioni veritiere ed evitare errori grammaticali. Occhio alla foto (ricorri a un’immagine che ti ritrae in maniera professionale); (Per un cv impeccabile leggi i consigli per un curriculum perfetto)
  • Studiare prima di presentarsi a un colloquio. In questa fase occorre fare delle ricerche sull’azienda con la quale dovrai sostenere il colloquio, preparare una serie di domande da porre al tuo recruiter e valorizzare le tue soft skills;
  • Avere cura del linguaggio non verbale, cioè guardare negli occhi il selezionatore, avere una postura corretta, non gesticolare troppo e utilizzare un tono di voce deciso;
  • Non parlare male di esperienze lavorative passate. Pensare di attirare l’attenzione del recruiter facendo leva sulle esperienze professionali che in passato non ti hanno soddisfatto è un errore. Cerca di non lamentarti e valorizza, invece, i motivi che ti hanno spinto a rispondere a quell’annuncio di lavoro e convincere il selezionatore a scegliere te.

Ma per essere vincenti devi dimostrare di avere le idee chiare fin da subito. E’ inutile improvvisarsi “tuttologi” o promettere la luna pur di ottenere un impiego. Ciò che conta è essere sinceri, trasparenti e responsabili con sé stessi e con il selezionatore. Attualmente le skills più richieste dalle aziende sono proprio affidabilità e flessibilità. Seguono: problem solving, team working e critical thinking. (Per un approfondimento su questo tema leggi Quali sono le soft skills più ricercate dagli HR nei candidati)

La learning agility

Se da un lato per un candidato la possibilità di lavorare da remoto significa scegliere dove e come lavorare, dall’altro assume particolare importanza la “learning agility” ovvero la capacità di reagire con prontezza di fronte a potenziali ostacoli, proprio come le conseguenze dovute al Covid-19. In questo contesto, anche le aziende devono essere in grado di garantire appositi spazi nei quali i dipendenti possano realmente sviluppare le proprie skills.  Se cerchi da tempo un lavoro e nonostante i tanti sacrifici non sei riuscito a ottenerlo, cerca di studiare nuove strategie da adottare durante il colloquio di lavoro. Il “must” in questo caso è: “Stupire il recruiter”.

Ma cosa significa esattamente? Il “trucco” per emergere durante un colloquio di lavoro è non svelare fin da subito i nostri punti di forza per poi utilizzarli proprio quando il recruiter non sa ancora se sceglierci o meno. Se poi la tua posizione lavorativa è così competitiva, assicurati di dimostrare all’azienda esattamente ciò che si aspetta da te per poi ricorrere ad un gesto inaspettato che possa offrire quel “quid” in grado di far cambiare idea al selezionatore. Ecco che in questa fase subentra anche l’aspetto emotivo, che assume un’importanza preminente in fase di selezione.

E’ necessario, poi, che il recruiter percepisca la tua unicità. Perché dovrebbe scegliere te anziché un altro? Che tipo di valore aggiunto sei in grado di apportare in azienda? Allenandoti a rispondere a questi interrogativi quotidianamente imparerai a far percepire agli altri il tuo valore e soprattutto i motivi per i quali dovrebbero scegliere te. Sembrano azioni apparentemente scontate, ma, in realtà, sono proprio questi gli aspetti distintivi che ti consentono di emergere in un colloquio di lavoro.