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E’ notizia di questi giorni dello spopolamento in atto in Abruzzo. Dal 2014 sono stati persi oltre 28 mila abitanti. Al fenomeno demografico si aggiunge una vera e propria fuga dei neolaureati. L’Abruzzo, infatti, è la regione meridionale tasso di emigrazione di giovani neolaureati con una percentuale del 35% (Svimez). Se aggiungiamo, poi, il dato del per il 40% circa di giovani sotto i 35 anni e con un livello di istruzione medio alto, il quadro è completo. Per contrastare l’impoverimento di talenti in atto nella nostra Regione molti parlano di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione. Ma l’occupabilità. Vastoweb.com_24_11_2020…

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I Neolaureati in Campania costretti a fuggire. Cambiare il modello di formazione per il rilancio economico del territorio, l’allarme di Radar Academy. Per quanto tempo ancora potremo sostenere la fuga dei giovani laureati? Il rapporto annuale 2019 dell’Istat aveva tratteggiato uno scenario allarmante: la Campania ha lasciato andar via circa 100.000 giovani, di cui 50.000 Laureati (nel periodo 2008 – 2017). VesuvioLive.it_17_11_2020…

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I Neolaureati in Campania costretti a fuggire. Cambiare il modello di formazione per il rilancio economico del territorio, l’allarme di Radar Academy. Per quanto tempo ancora potremo sostenere la fuga dei giovani laureati? Il rapporto annuale 2019 dell’Istat aveva tratteggiato uno scenario allarmante: la Campania ha lasciato andar via circa 100.000 giovani, di cui 50.000 Laureati (nel periodo 2008 – 2017). Gazzetta di Salerno_19_11_2020…

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I Neolaureati in Campania costretti a fuggire. Cambiare il modello di formazione per il rilancio economico del territorio, l’allarme di Radar Academy. Per quanto tempo ancora potremo sostenere la fuga dei giovani laureati? Il rapporto annuale 2019 dell’Istat aveva tratteggiato uno scenario allarmante: la Campania ha lasciato andar via circa 100.000 giovani, di cui 50.000 Laureati (nel periodo 2008 – 2017). Gazzetta di Avellino_19_11_2020…

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E’ notizia di questi giorni dello spopolamento in atto in Abruzzo. Dal 2014 sono stati persi oltre 28 mila abitanti. Al fenomeno demografico si aggiunge una vera e propria fuga dei neolaureati. L’Abruzzo, infatti, è la regione meridionale tasso di emigrazione di giovani neolaureati con una percentuale del 35% (Svimez). Se aggiungiamo, poi, il dato del per il 40% circa di giovani sotto i 35 anni e con un livello di istruzione medio alto, il quadro è completo. Per contrastare l’impoverimento di talenti in atto nella nostra Regione molti parlano di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione. Ma l’occupabilità. ASIpress.it_24_11_2020…

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E’ notizia di questi giorni dello spopolamento in atto in Abruzzo. Dal 2014 sono stati persi oltre 28 mila abitanti. Al fenomeno demografico si aggiunge una vera e propria fuga dei neolaureati. L’Abruzzo, infatti, è la regione meridionale tasso di emigrazione di giovani neolaureati con una percentuale del 35% (Svimez). Se aggiungiamo, poi, il dato del per il 40% circa di giovani sotto i 35 anni e con un livello di istruzione medio alto, il quadro è completo. Per contrastare l’impoverimento di talenti in atto nella nostra Regione molti parlano di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione. Ma l’occupabilità. Abruzzo_Cityrumors.it_24_11_2020…

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Il titolo di studio e il saper fare: è ora di cambiare registro. Dobbiamo superare quella cultura tutta italiana basata su una radicata tradizione per cui è fondamentale il titolo di studio, prima di tutto. Non sono importanti le reali abilità sviluppate, il sapere acquisito, le competenze possedute, sia soft che hard, ma il “pezzo di carta”. Tutto il sistema scolastico e accademico è basato sul titolo. Sulla competenza formale. Kongnews.it_19_09_2020…

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D’Amato: “Da sempre condividiamo i valori e la mission dell’Associazione, per questo abbiamo ritenuto doveroso entrare a farne parte”. Kongnews.it_07_09_2020    …

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Dallo smart working allo smart learning le parole d’ordine sono due: fiducia e risultato. Si parla molto, forse anche troppo, di smart working e di smart learning. E’ ormai orientamento condiviso tra gli addetti ai lavori che, in entrambi i casi, non basta trasferire attività lavorativa o formativa a casa su un pc, affinché possa correttamente parlarsi di smart working o di smart learning. E’ indispensabile, se vogliamo puntare ad attuare concretamente modelli “Smart”, un radicale cambiamento culturale, che possa guidare il processo evolutivo dei modelli di gestione e delle relazioni tra le persone. Kongnews.it_14_05_2020…

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